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Protesi all’anca per via anteriore: perché è mini invasivo

La parola protesi spaventa sempre un po’ i pazienti e, per quanto delle volte sia l’unica soluzione per ritrovare il benessere e la salute, prima di pensare a un intervento chirurgico è importante far capire il problema specifico di cui si soffre e quali tecniche operatorie consiglia un medico ortopedico. 

Protesi all’anca per via anteriore: un intervento mini invasivo rispetto al tradizionale

Voglio aiutarti io e farti conoscere qualcosa di più sulla protesi all’anca mini invasiva, un intervento chirurgico che consente una ripresa più rapida rispetto alle tecniche tradizionali. Se non hai mai sentito parlare di tecniche mini invasive legate ad anca o ginocchio, capiamo insieme di che cosa si tratta.

Che cos’è la protesi all’anca per via anteriore mini invasiva

La tecnica chirurgica di protesi all’anca a minore invasività, detta anche per via anteriore, è una tecnica di ultima generazione molto diversa rispetto alla chirurgia tradizionale. Richiede un’incisione cutanea di circa 10 cm (meno rispetto ai 15 cm dell’intervento tradizionale) e prevede l’impianto della protesi senza sezionare tendini o muscoli.

Rispetto alle altre soluzioni mini invasive, la tecnica ASI (via Anteriore Supina Intermuscolare) – così come viene chiamata in gergo medico - prevede un’incisione anteriore all’anca, quindi non laterale o posteriore come per altre tipologie di intervento. Questo aspetto consente al medico un accesso diretto all’articolazione senza l’incisione di alcun tendine. In questo modo, infatti, si preservano i tessuti e il paziente ha una ripresa più veloce e meno dolorosa.

Si tratta quindi di un intervento più leggero, che porta a recuperare in tempi minori ma attenzione, leggero non fa rima con semplice. Va eseguito da un medico ortopedico esperto che prima di proporre l’operazione al suo paziente ha il compito di informare in modo chiaro e dettagliato su come si procede con questa tecnica. Il medico spiega i vantaggi della tecnica mini invasiva all’anca, sceglie la giusta tipologia di protesi, utilizza i materiali adatti, è in grado di ottimizzare il posizionamento della protesi in modo corretto, per ripristinare la geometria ideale della gamba, che porta al giusto movimento. Più è alta la sua abilità manuale – e professionale – e maggiore sarà la buona riuscita.

Un po’ di storia su questa tecnica

La protesi all’anca per via anteriore viene considerata oggi una soluzione innovativa ma in verità non ha origini recenti. Già utilizzata ai primi dell’ottocento dal dottor John Barton, sono stati gli ortopedici Heuter e Smith Petersone (1923) a farla conoscere e a utilizzarla per le prime protesi all’anca, motivo per cui la tecnica porta il loro nome. Nel tempo gli specialisti ortopedici hanno studiato su diverse scuole di pensiero per eseguire un impianto protesico non solo per via anteriore ma anche postero-laterale, laterale o posteriore.

Oggi e da una decina di anni, la via chirurgica anteriore all’anca è l’accesso chirurgico in cui si è maggiormente concentrata la nuova tendenza del chirurgo ortopedico al risparmio dei tessuti muscolo-tendinei ed è una soluzione scelta da tanti pazienti e consigliata dagli ortopedici per diversi motivi. Nel tempo, oltre al minore impatto della via chirurgica sui tessuti molli (tendini e muscoli) è stata data sempre più attenzione ai materiali da utilizzare e ai disegni protesici che consentono un maggiore risparmio anche del patrimonio osseo. Bisogna tener conto che, anche se non sempre è possibile farla, nel caso in cui lo specialista la consigli, la via anteriore all’anca è una soluzione valida per riprendere il movimento dell’articolazione in modo veloce, con un recupero della propria vita e la scomparsa del dolore più rapido rispetto alle altre soluzioni.

I vantaggi della tecnica mini invasiva all’anca

Applicare una protesi all’anca con questa tecnica mini-invasiva presenta tanti vantaggi, tra cui:

  • dolore e gonfiore ridotto
  • incisione più corta e poca perdita ematica
  • cicatrice sull’anca molto piccola
  • rapida ripresa delle normali attività quotidiane
  • pericolo assente di lussazione all’anca
  • grande stabilità dopo l’intervento
  • degenza e riabilitazione più rapida rispetto agli altri interventi
  • conservazione di una buona parte del collo femorale, di nervi e vasi e strutture periarticolari

Protesi mini invasiva all’anca e tempi di recupero

Si considera meno invasivo rispetto a un intervento classico perché, anche se varia da persona a persona, il paziente riprende a camminare con le stampelle già il giorno successivo all’operazione. È importante seguire un percorso di fisioterapia all’anca perché accelera la ripresa totale delle abitudini quotidiane e previene da complicazioni post intervento.

Sarà il medico a dare i consigli specifici, ma in linea generale si prevede l’utilizzo delle stampelle per il primo mese post degenza. La stessa cosa vale per la fisioterapia: è importante seguire i consigli dello specialista che indicherà i movimenti e gli esercizi riabilitativi più adatti, tra cui quelli dedicati al potenziamento muscolare.

In conclusione…

Non è solo una questione di centimetri: l’impianto di una protesi all’anca per via anteriore è una tecnica mini invasiva che riduce il danno ai tessuti muscolari e rende la chirurgia meno traumatica per l’articolazione, il che porta a un ritorno alla normalità più rapido e a una sofferenza minore in fase di ripresa post intervento.

Ricordo però una cosa importante. La tecnica mini invasiva per via anteriore è solo uno strumento tra i tanti a disposizione e deve essere scelto nei casi in cui porta maggiori vantaggi. Per esempio nei pazienti in sovrappeso o nei pazienti giovani e muscolosi, questa tecnica non sempre riesce a essere migliorativa rispetto a quella tradizionale e anche nelle altre soluzioni chirurgiche può essere applicato il concetto di minore invasività sul patrimonio osseo (per esempio con impianti protesici più piccoli che richiedono minore sacrificio osseo). Spetta al medico consigliare sull’intervento più adatto e risolutivo per il paziente. Per questo invito i miei pazienti o chi ancora non mi conosce ma ha necessità di chiarimenti su come lavoro a contattarmi per saperne di più su questa tipologia di intervento. Parlarne insieme è il primo aiuto che posso dare al mio futuro paziente.


Dott. Raffaele Pezzella

Mi chiamo Raffaele Pezzella e sono medico ortopedico bravo a capire le persone. Sono specializzato nella chirurgia artroscopica della spalla e del ginocchio e nella chirurgia protesica di ginocchio, spalla e anca.

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