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Il dolore al ginocchio e le lesioni del menisco: quando operare e perché?

Le lesioni del menisco sono più frequenti di quanto si pensi, soprattutto in ambito sportivo. Gli infortuni più comuni arrivano con l’attività fisica da contatto, come per esempio il calcio, il basket e il rugby, sia a livello agonistico sia amatoriale. Capita anche di avere problemi al menisco anche durante delle attività con meno contatto ma comunque intense, come nel caso del fitness con l’utilizzo dello step. In altri casi, il dolore dipende da problemi legati all’usura patologica del ginocchio ovvero dall’artrosi.

È molto importante saper riconoscere i sintomi della lesione meniscale per poter fare una diagnosi. Ecco perché voglio indicarti i principali:

  • gonfiore;
  • dolore;
  • ginocchio bloccato.

Le lesioni traumatiche danno dolore subito dopo la distorsione del ginocchio mentre le lesioni degenerative si accompagnano a un dolore subdolo che inizia in maniera moderata e aumenta nel tempo. La diagnosi, come al solito, si avvale di test clinici e della Risonanza Magnetica del ginocchio, un esame completo, senza radiazioni, che ci permette di avere un quadro dettagliato della morfologia del ginocchio ed è oggi fondamentale per una diagnosi precisa.

La terapia varia a seconda del tipo di lesione. Nei casi di lesioni traumatiche spesso la soluzione è chirurgica mentre nelle lesioni degenerative la terapia è conservativa. Superati i 40 anni, infatti, è possibile che la cartilagine usurata crei problemi agli arti e si manifesti un dolore sospetto al ginocchio.

In qualsiasi caso, a prescindere dal tipo di dolore o trauma, è bene capire quando è il caso di pensare a un’operazione e quando invece si può intervenire senza un intervento in artroscopia. Approfondisco questo argomento aiutandoti a capire meglio che cosa è il menisco e come lavora nel quotidiano sotto sforzo. 

Cosa devi sapere sul menisco e la lesione

Intanto partiamo col dire che nel nostro corpo sono presenti quattro menischi o meglio quattro cuscinetti, due per ginocchio. Sono molto importanti per la salute degli arti perché fungono da “guarnizioni” e assicurano la stabilità del ginocchio preservando la cartilagine ed eventuali problemi di artrosi.

In caso di trauma o dolore, prima si riconosce il problema al menisco e più semplice risulta la guarigione, sia in termini di tempo sia per la tipologia del problema. Non è mai scontato far riflettere il paziente che una diagnosi nei tempi giusti può evitare un’operazione.

Esistono diversi tipi di lesione meniscale e vengono distinte in base alla sede e alla forma. In base alla sede le distinguiamo in tre diverse lesioni:

  • del corno posteriore;
  • del corno anteriore;
  • del corpo meniscale.

In base alla forma si suddividono in:

  • lesioni longitudinali;
  • lesioni radiali;
  • lesioni orizzontali

Queste tre categorie, se non riconosciute e trattate in forme più sintomatiche e instabili da trattare chirurgicamente possono evolvere in tre lesioni differenti:

  • La lesione a manico di secchio in cui si ha uno strappo longitudinale del tessuto cartilagineo che può causare anche il distacco di una parte del tessuto.
  • La lesione a becco di pappagallo: dalla forma semicircolare che deriva da una iniziale lesione radiale.
  • La lesione a flap in cui si forma una lacerazione orizzontale del menisco. In queste lesioni il flap è un frammento instabile di menisco che spostandosi con i movimenti del ginocchio può bloccarli o renderli dolorosi.

Il paziente non può riconoscere il tipo di lesione ma nel momento in cui sente un dolore improvviso o molto forte, e non sempre dopo un’attività fisica intensa o uno scontro in campo, deve chiedere un consulto medico. Spetta allo specialista, infatti, riconoscere il problema e capire la tipologia del trauma.
Agire in via preventiva è fondamentale per evitare che la lesione peggiori nel tempo senza possibilità di scegliere tra una riabilitazione e un intervento chirurgico.

Prima di valutare l’intervento al menisco

Parlo di riabilitazione perché ci sono dei casi in cui si può agire in via preventiva ed evitare l’intervento al menisco. È stato pubblicato uno studio sul British Medical Journal dopo un’indagine a campione che ha coinvolto 140 pazienti con problemi di lesioni del menisco ed età media di 50 anni.

Durante l’indagine la metà dei pazienti è stata sottoposta a intervento, per far conoscere all’altra metà del campione dei trattamenti riabilitativi al ginocchio con un programma di esercizi mirati della durata di tre mesi.

È emerso che la soluzione conservativa del menisco ha dato gli stessi risultati del gruppo di pazienti che hanno subito l’operazione, poiché si è lavorato a un percorso riabilitativo atto a rinforzare la muscolatura del ginocchio.

La terapia conservativa risulta efficace soprattutto nelle lesioni meniscali di tipo degenerativo, ovvero nelle forme di lesione meniscale legate alla degenerazione artrosica del menisco stesso. Questa terapia conservativa si avvale oltre che di:

  • Esercizi riabilitativi e fisioterapia;
  • Cure con farmaci con antinfiammatori e antidolorifici;
  • Trattamenti fisici come per esempio la crioterapia (uso del ghiaccio);
  • Macchinari elettromedicali come la magnetoterapia e la Tecar, che risultano essere molto utili per la riduzione del dolore.

Infine, la terapia infiltrativa con cortisone e/o acido ialuronico per via intra articolare è anch’essa molto valida nella risoluzione della sintomatologia dolorosa nelle lesioni meniscali di tipo degenerativo.

Come capire quando bisogna operarsi

È difficile parlare nello specifico delle lesioni del menisco ma in generale esistono dei casi in cui si può lavorare a una terapia conservativa mentre in altri casi si deve operare per salvare il menisco o peggio per intervenire con la rimozione di una parte (lesionata) di esso.

In tutti i casi la prima cosa da fare è capire meglio la tipologia del problema. Quasi sempre capita che chi avverte un forte dolore al ginocchio si ritrova a non poter più camminare come prima. Zoppica, i movimenti sono più lenti o non si possono fare le scale.  Il ginocchio è gonfio o indolenzito. Insomma, ci sono dei campanelli d’allarme diversi in base al problema.

Nel momento in cui si avverte un dolore sospetto, anche se non è così limitante da impedire una passeggiata o le naturali abitudini del quotidiano, è comunque necessario parlare con un medico ortopedico. Per prevenire ed evitare un danno maggiore rispetto a quello che si ha, consultare uno specialista è rassicurante, offre informazioni certe sul problema riscontrato e aiuta a cambiare le proprie abitudini.

Esistono quindi dei casi in cui l’operazione è necessaria, l’unica scelta possibile.  In termini generali è da trattare chirurgicamente una lesione meniscale che diventi causa di sintomi non curabili con le terapie conservative anche a causa delle caratteristiche anatomiche della lesione meniscale stessa, in particolare nelle lesioni traumatiche e instabili.

Se l’operazione al menisco può spaventare, è bene capire che ci sono delle situazioni in cui non è possibile rimandare e l’intervento al menisco diventa l’unica possibilità per ritornare a camminare in salute e migliorare la qualità della propria vita.

In conclusione, quindi, non esiste una soluzione valida per tutti. Non c’è una risposta secca alla domanda se è meglio operarsi o procedere con trattamenti riabilitativi e guarire con esercizi mirati che consiglia il medico. La scelta varia in base alle caratteristiche della lesione meniscale, ma anche in base al paziente e alla sua età, dalla tipologia del dolore e dal suo fisico ma anche dal tipo di vita che conduce.


Dott. Raffaele Pezzella

Mi chiamo Raffaele Pezzella e sono medico ortopedico bravo a capire le persone. Sono specializzato nella chirurgia artroscopica della spalla e del ginocchio e nella chirurgia protesica di ginocchio, spalla e anca.

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